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NON TUTTI SANNO 3

CURIOSITA' DAL MONDO DEGLI ANIME GIAPPONESI

Oliver Onions

Shingo Araki il mito

Gli Oliver Onions sono un gruppo musicale italiano formato dai fratelli Guido e Maurizio De Angelis, noti come arrangiatori e autori di colonne sonore negli anni settanta e ottanta. Hanno firmato le loro opere anche come Guido & Maurizio De Angelis, M&G Orchestra, Dilly Dilly ed altri nomi.L'inizio della loro carriera musicale risale al 1963, quando riescono a pubblicare il loro primo 45 giri per la CBS, Un vecchio macinino/La goccia d'acqua (pubblicato come Guido e Maurizio); entrano poi in pianta stabile alla RCA Italiana, dove iniziano l'attività di arrangiatori e turnisti, in coppia ma anche singolarmente, continuando comunque ad incidere.Nel 1966 pubblicano per la ARC un album con sonorità beat.Tra le numerose colonne sonore che hanno curato, quelle dei film di Bud Spencer e Terence Hill, come ... altrimenti ci arrabbiamo! (il 45 giri tratto dalla colonna sonora, Dune Buggy, è stato uno dei loro maggiori successi), ...continuavano a chiamarlo Trinità e Anche gli angeli mangiano fagioli. Sono inoltre opera loro le colonne sonore di molte famose serie televisive trasmesse dalla RAI, come Il Marsigliese, Sandokan, Zorro, Spazio 1999, Orzowei e Il corsaro nero, e varie sigle di cartoni animati degli anni ottanta, come Galaxy Express, I viaggi di Marco Polo, Il Gatto Doraemon e Rocky Joe (quest'ultima incisa col nome Gli Amici di Rocky Joe), "D'Artacan", "Ruy il piccolo cid", "Il Giro Del Mondo Di Willy Fog" e "Jackie, l'orso del monte Tallac" con lo pseudonimo "Royal Jelly".La loro canzone Santamaria fu un grosso successo in Germania nel 1980. La canzone Zorro Is Back dal film Zorro (1975) è stata inclusa nella colonna sonora del film Un colpo da dilettanti (Bottle Rocket, 1996) del regista Wes Anderson.Proprio per la loro vastissima produzione, nacque l'esigenza di usare degli pseudonimi per differenziare i dischi e non inflazionare il mercato, e per questo motivo le loro emissioni discografiche uscirono con varie denominazioni, come Guido e Maurizio De Angelis, M&G Orchestra, Dilly Dilly, Oliver Onions; proprio quest'ultimo pseudonimo fu quello che caratterizzò i dischi di maggior successo, identificandosi con i due musicisti.Come hanno spiegato molte volte, Oliver Onions (che tradotto in italiano suona Oliviero Cipolle) era il nome di un romanziere inglese, George Oliver Onions, e fu scelto solo perché le due parole si pronunciano come si scrivono.Sabato 3 novembre 2007 hanno calcato il palco di Lucca Comics per il loro primo concerto dopo 25 anni.

Shingo Araki (Araki Shingo) (Nagoya, 1 gennaio 1939 – Tokyo, 1 dicembre 2011) è stato un fumettista, animatore e produttore cinematografico giapponese, noto soprattutto per il suo ruolo di character designer per titoli come Devilman, Ufo Robot Goldrake, Lady Oscar, I Cavalieri dello zodiaco e altri.BiografiaNel 1957 Araki vinse a soli 18 anni il premio come migliore nuova promessa per il suo esordio da fumettista sul Machi, rivista mensile della sua città. Successivamente realizzò numerose pagine di manga per le maggiori case editrici del paese per circa 8 anni, gavetta che lo portò finalmente a coronare il suo sogno di diventare un animatore: nel 1965, a 26 anni, cominciò a lavorare per la Mushi Productions all'anime Jungle Taitei (Kimba il leone bianco), iniziando una fortunatissima e longeva carriera nel campo dell'animazione.Si è spento il 1 dicembre 2011, a 72 anni, per improvviso collasso circolatorio.Carriera: Nel corso della sua prolifica carriera ha lavorato proficuamente come character designer (divenendo uno dei più apprezzati in Giappone) e anche come animatore e supervisore dei disegni con molti grandi artisti del campo, tra i quali:•Michi Himeno, con la quale lavora a numerose serie di successo come Ufo Robot Goldrake, Lady Oscar, I Cavalieri dello zodiaco e molte altre, generalmente occupandosi dei personaggi maschili e lasciando a lei quelli femminili; •Masami Kurumada, autore di titoli come I Cavalieri dello zodiaco, B't X e Fuma no Kojiro; •Go Nagai, con il quale ha realizzato le versioni animate di Devilman, Cutie Honey e Ufo Robot Goldrake; •Riyoko Ikeda, autrice di alcuni manga shojo famosa soprattutto per Versailles no Bara, da noi nota come Lady Oscar, prima opera di successo di Araki. Ha fondato lo Studio Jaguar nel 1966 e, insieme a Michi Himeno, la Araki Production nel 1975.

Go nagai " Kiyoshi Nagai" il mito

Kiyoshi Nagai (Nagai Kiyoshi), noto come Gō Nagai (Wajima (Ishikawa), 6 settembre 1945) è un fumettista e scrittore giapponese. Considerato uno dei più importanti mangaka di sempre, è autore di opere che hanno segnato la storia moderna del fumetto e ha portato due importanti innovazioni nei manga e negli anime giapponesi: nel 1968 con lo sdoganamento dell'erotismo nei manga destinati ai ragazzi con Harenchi Gakuen (Scuola senza pudore) e nel 1972 con l'introduzione dei mecha, enormi robot guidati da piloti posti al loro interno, a partire dall'anime Mazinga Z (Majinga Zetto).Biografia Gli esordi da mangaka L'illustrazione di Lucifero all'Inferno, di Gustave Doré, che sarà l'ispirazione per Mao Dante e Devilman.Inizia a lavorare nel mondo del fumetto nel 1965, collaborando con Shotaro Ishinomori, ma già nel 1967 crea Meakashi Porikiki, il suo primo manga. Nel 1970 fonda la Dynamic Production, per produrre e distribuire i suoi lavori, che col tempo si dotò di filiali in tutto il mondo (anche in Italia, vedi sotto). Profondo innovatore in ogni campo del fumetto giapponese, con il manga Mao Dante inizia la sue esplorazione delle tematiche religiose e demoniache che si interrompe per la chiusura della rivista su cui era pubblicato. Da quanto dichiarato da Nagai stesso durante la Napoli Comicon 2007 fonte di ispirazione per Mao Dante (e successivamente) per Devilman fu una copia della Divina Commedia di Dante Alighieri illustrata da Gustave Doré, che aveva avuto modo di leggere durante l'infanzia.Dalla carta al video Nagai allora crea, come soggetto per una serie TV sperimentale dedicata ad un pubblico più adulto, un "quasi remake" e nasce così Devilman ( Debiruman?), forse la sua opera più famosa a livello mondiale. Per supportare la serie TV ne crea anche un manga, molto meno edulcorato (la serie TV infatti presenta richiami all'iconografia del supereroe occidentale). In tempi più recenti verranno realizzati due OAV che riprenderanno più fedelmente la prima parte del manga, in cui introduce situazioni ai limite dello splatter ed un finale apocalittico imprevedibile, soprattutto a quei tempi.L'epopea dei super robot Il 1972 è un anno importantissimo per Nagai, in cui crea Cutie Honey, che unisce le tematiche super-eroistiche con quelle erotiche che tanto gli stanno a cuore, e finalmente Mazinga Z, il primo cartone animato con protagonista un super robot controllato dall'interno da un essere umano. Di quest'opera furono pubblicate varie versioni a fumetti, la più importante delle quali è quella sceneggiata da Nagai e disegnata da Gosaku Ota, che segue fedelmente la trama della versione televisiva accentuandone la violenza e introducendo anche alcune innovazioni (tipo l'episodio in cui l'esercito del Dottor Inferno conquista uno staterello africano). Inoltre, nel corso del fumetto e della serie televisiva viene introdotto il personaggio del Granduca Gorgon, primo esponente del popolo dei Micenei (o Mikenes) che darà battaglia al successore di Mazinga Z, Il Grande Mazinga. Nel 1973 ha poi inizio la lunghissima epopea di Violence Jack, una serie in cui la penisola del Kantō (dove si trova Tokyo) viene isolata da un cataclisma e diventa teatro di selvagge lotte per la sopravvivenza, che Nagai interromperà e riprenderà ripetutamente, fino a completarla solo nel 1990. Tornando al Grande Mazinga, questa serie televisiva, apparsa nel 1974, approfondirà ed estremizzerà le tematiche presenti in Mazinga Z: questa volta il pilota del mecha non è un ragazzino inesperto, ma un vero e proprio soldato addestrato al compito e che ha come unico scopo nella sua vita la sconfitta del popolo dei Micenei, che si presentano nelle mostruose fattezze di enormi mostri robotici con teste umane incastonate solitamente nel ventre. Sempre nel 1974, Nagai dà di nuovo prova del suo genio e, assieme a Ken Ishikawa, inventa i "mecha componibili" con Space Robot (Getter Robot). Anche in questa serie ritorna la tematica del "nemico che viene dal passato", ovvero l'Impero dei Dinosauri, una razza di rettili umanoidi particolarmente intelligenti, rimasti in ibernazione per secoli e tornati a reclamare la Terra. Della serie TV vengono nuovamente create molte riduzioni a fumetti, la cui più importante è senza dubbio quella disegnata (e dopo i primi capitoli anche sceneggiata) da Ken Ishikawa, co-autore di Getter, che è continuata fino al 2006, anno della sua morte. Questa "riduzione" comunque risulta essere radicalmente diversa dalla versione televisiva, mantenendo solo i presupposti di base. Sempre del '74 è il fumetto Kekko Kamen (Maschera libidinosa), un'ennesima fusione di supereroi ed erotismo in cui la protagonista combatte il crimine vestita della sola maschera.Nel 1975 viene prodotto il seguito di Space Robot, Jet Robot (Getter Robot G) insieme a due serie che avranno molto successo in Italia, Jeeg robot d'acciaio (Kotetsu Jeeg) e Ufo Robot Goldrake (Ufo Robot Grendizer). Anche in questo caso ci sono innovazioni nei mecha: in Jeeg, il pilota si trasforma esso stesso nella testa del robot con una metamorfosi e le altre parti, agganciate magneticamente, vengono "sparate" da una piccola navetta volante, appunto chiamato Big Shooter. I nemici provengono di nuovo dal passato, per la precisione dall'antichità giapponese. In Goldrake, invece, il mecha può entrare o uscire da un vero e proprio disco volante che gli fa da mezzo di trasporto nell'aria e nello spazio. Da questo particolare deriva il nome Ufo Robot, sia nella errata traduzione dalla versione francese, Atlas Ufo Robot, sia nella recente denominazione nelle edizioni D/visual, Ufo Robot Grendizer. I temi sono questa voltà più "classicamente" fantascientifici, con una vera e propria invasione aliena. Goldrake ha avuto particolare fortuna in Europa, dove in alcuni stati (Francia e Italia) ha dato origine ad un vero e proprio fenomeno di costume, studiato perfino nelle facoltà di sociologia. In Italia, in particolare, Goldrake ha segnato ufficialmente l'ingresso degli anime nella programmazione televisiva. L'impatto che ebbe all'epoca fu molto forte, in quanto c'erano molte differenze, sia di tecnica d'animazione sia di tematiche, con le serie allora conosciute, come i cartoni animati della Warner Bros o di Hanna-Barbera. Goldrake era veramente "un mondo a parte" in confronto ai suoi predecessori, tanto che la prima puntata trasmessa sulla RAI fu preceduta da una breve introduzione. Famosissime divennero anche le sigle italiane, create da Vince Tempera. Inoltre Goldrake dimostra finalmente che molti dei personaggi di Nagai appartengono tutti allo stesso "universo narrativo": nella serie compare Koji Kabuto (in Italia lo si è rinominato Alcor), pilota di Mazinga Z, alla guida di un innovativo mezzo volante a forma di disco. Inoltre saranno prodotti numerosi film e OAV in cui i super robot di Nagai si uniranno per una causa comune, tra i quali Ufo Robot Goldrake contro il Grande Mazinga, Mazinga Z contro Devilman, Il Grande Mazinga contro Getta Robot e lo spettacolare team-up Il Grande Mazinga, Getta Robot G, UFO Robot Goldrake contro il Dragosauro.Nel 1976 Nagai collabora a due serie forse meno originali, ma che pure sono state trasmesse in Italia con un buon successo: Gackeen, il robot magnetico (Magne Robot Ga-Kin) e Gaiking (Daiku Maryu Gaiking). Proprio per una disputa sui diritti di Gaiking si deve una violenta lite di Nagai con la Toei Animation, che fino a quel momento aveva prodotto tutte le sue serie, e la conseguente separazione.Go Nagai in Italia:Molte delle serie animate di Nagai sono state trasmesse in Italia, benché in ordine diverso da quello giapponese e con adattamenti spesso discutibili (nomi cambiati, riferimenti tra serie eliminati ecc.). Il grande successo che riscossero produsse una vertiginosa impennata della produzione del merchandising relativo, spesso pirata e realizzato senza che in Giappone se ne sapesse nulla. Inoltre, Il grande Mazinga è stato il primo manga in assoluto ad essere pubblicato in Italia, dalla Fabbri Editori.Nel 1995 aprì una succursale della Dynamic Production anche in Italia, la Dynamic Italia, che oltre alle opere di Nagai importò in Italia numerose serie a fumetti e anime, con una cura per la qualità, la traduzione e la fedeltà alla versione giapponese quasi maniacale. Nel 2003, a causa di dissapori interni e di un cambio di politica editoriale in Giappone, la Dynamic Italia chiuse ed il suo staff si divise tra Dynit, Shin Vision e d/visual. Quest'ultima è diretta emanazione della Dynamic Production giapponese. L'ultima sua apparizione in Italia è stata a Napoli, in occasione della fiera fumettistica Napoli Comicon 2007 ove ha annunciato la realizzazione di una nuova Mazin-saga che avrebbe incluso anche un remake di Goldrake per essere poi successivamente ospite, il 27 e il 30 aprile dello stesso anno, alle università La Sapienza di Roma e Ca' Foscari di Venezia.

Osamu Tezuka il mito

Osamu Tezuka ( Tezuka Osamu) (Toyonaka, 3 novembre 1928 – 9 febbraio 1989) è stato un fumettista, animatore, regista di anime giapponese.La sua prolificità e le sue tecniche e generi pionieristici gli sono valsi i soprannomi di "padre dei manga" o addirittura "dio dei manga" (Manga no Kamisama). Uno dei tratti distintivi dell'animazione giapponese, gli "occhioni", furono inventati da Tezuka, che si basò su cartoni animati dell'epoca come Betty Boop di Max Fleischer e Topolino di Walt Disney. Per avere un'idea della sua produttività, la raccolta Complete Manga Works of Tezuka Osamu (pubblicata in Giappone) comprende oltre 400 volumi e più di 80.000 pagine, tuttavia la sua produzione completa è stimata comprendere oltre 700 storie e un totale di circa 170.000 tavole. Tezuka passa gran parte della sua giovinezza nella piccola città di Takarazuka, che nel 1994 ha aperto un museo in sua memoria, incoraggiato dai genitori a seguire la propria passione per il disegno, scoperta già da giovanissimo. Terminati gli studi scolastici si iscrive alla facoltà di Medicina dell'Università di Osaka nel 1946, laureandosi nel 1952. Dopo aver conseguito il titolo, si specializza nel 1961, ma non eserciterà mai il mestiere di medico. Infatti nel 1946, proprio mentre si iscriveva all'Università, esordisce, diciottenne, nel campo dei manga, grazie alla pubblicazione della serie Ma-chan no nikki. Il successo vero e proprio, però, arriva l'anno seguente con Shin Takarajima, che lo pubblicizza agli occhi del grande pubblico giapponese, evidenziando la carica di originalità, che già le prime opere di Tezuka mostravano. Tra i tratti più interessanti ci sono l'uso innovativo delle inquadrature, quasi cinematografiche, che creano una forte dinamicità nelle tavole, ribaltando i canoni dei manga statici dell'epoca.Osamu Tezuka Manga Museum a Takarazuka, Giappone.I lavori successivi sono dedicati alla fantascienza: Lost World - Zenseiki (1948), Metropolis (1949) e Kitaru beki sekai (1951), che registrano un boom di vendite con oltre 400.000 copie ciascuno.Nel 1950 crea una delle sue opere più celebri, Jungle Taitei per il mensile "Manga Shonen", che anticipa in un certo senso le tematiche de "Il re leone" della Disney (ancora oggi i sostenitori di Tezuka continuano a chiedere alla Disney il risarcimento di una cospicua cifra per plagio del soggetto).Il personaggio più celebre della produzione di Tezuka prende vita un anno più tardi, nel 1951: nasce così Tetsuwan Atom (Astro Boy), un personaggio che ha avuto (ed ha tutt'oggi) un successo unico ed assolutamente ineguagliabile nella storia del fumetto giapponese.Nel 1954, sulla rivista "Shojo Club", nasce Ribbon no kishi (La Principessa Zaffiro), che viene oggi considerato da molti il primo shojo (fumetto per ragazze) moderno, che avrà un seguito nel 1959 e una seconda pubblicazione rivista e corretta nel 1963.Sempre nel 1954 ha inizio il progetto più ambizioso di Tezuka: Hi no Tori (La Fenice), definita dall'autore stesso "l'opera della vita". Si tratta di un lungo affresco che narra la storia dell'umanità e la vana ricerca dell'immortalità da parte del genere umano, simboleggiata, appunto, dalla Fenice. La serie fu interrotta, dopo tredici volumi, dalla scomparsa dell'autore nel 1989.Presto il ruolo di mangaka non basta a Tezuka, che diventa anche animatore, dichiarando più volte che "il fumetto è la vera moglie, l'animazione l'amante". Nel 1958 collabora con la casa di produzione Toei Doga per la realizzazione del lungometraggio animato Saiyuki.Nel giugno 1961 fonda la propria casa di produzione di anime, la Tezuka Osamu Production Doga-bu, divenuta nel 1963 la Mushi Production ("mushi" significa insetto, ed è un kanji usato spesso da Tezuka per scrivere il proprio nome).Nel 1963 vede la luce la serie Tetsuwan Atom (Astro Boy), prima serie animata trasmessa dalla televisione giapponese, e l'anno seguente quella di Big X. Nel 1965 Jungle Taitei (Kimba il leone bianco) ottiene un nuovo primato come prima serie animata giapponese a colori. Tra le serie più curiose tra quelle create da Tezuka spiccano Uchuu Patrol Hopper, realizzata con pupazzi animati e trasmessa tra il 1963 e il 1965, e Banpaiya (Vampire), una serie che mescola insieme disegni animati ed attori in carne ed ossa, tratta da un suo manga di successo, trasmessa nel 1968 e 1969.Accanto alla produzione di serie commerciali, Tezuka affianca alcuni lavori più sperimentali, che sfruttano nuove tecniche di animazione non tradizionali. Tra le opere di questo tipo figurano Aru machikado no monogatari (1962), Memorii (1964), Tenrankai no E (1966) e Jumping (1984), grazie al quale vince il Grand Prix dello Zagreb International Animation Festival nel 1984; Onboro Film (1985) gli vale il Grand Prix alla prima edizione dell'Hiroshima International Animation Festival; seguono Push (1987) e Mori no densetsu (1987), che ottiene il Premio CIFEJ di nuovo allo Zagreb International Animation Festival.Il 14 giugno 1969 esce nelle sale Sen'ya Ichiya Monogatari, tratto da Le mille e una notte, seguito dal lungometraggio Kureopatora (Cleopatra) il 15 settembre 1970): si tratta di due film erotici a disegni animati, realizzati con un nuovo tipo di grafica sperimentale, influenzata dalla cultura pop.Nel 1971 Tezuka abbandona la Mushi, che fallisce nel 1973, per dedicarsi alla sua nuova società, la Tezuka Production, fondata a Tokyo nello stesso anno, con cui realizza la serie Fushigi na Melmo (I bon bon magici di Lilly).Tezuka continua a disegnare finché si spense per una attacco di cuore, avvenuta il 9 febbraio 1989, all'età di 60 anni, lasciando incompiute due nuove serie Ludwig B. (1987) e Neo Faust (1988). Si può visitare la sua tomba nel Cimitero Souzen-ji Temple, a Tokyo. Poco prima della sua morte, più volte alcuni importanti giornali giapponesi hanno portato avanti una campagna a favore dell'assegnazione a Osamu Tezuka del premio Nobel per la Letteratura. Nel 1994 la città di Takarazuka ha aperto un museo in sua memoria, e, nel 1997, il governo giapponese gli ha dedicato una serie di francobolli.

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